
Octopus
Quando una leggenda locale diventa l’architettura del gioco, e un bambino si arrampica nel ventre di una creatura dell’isola.
Ogni isola ha la sua creatura. A Krk è il polpo.
Il polpo, conosciuto localmente come mrkač nel dialetto di Krk, è più di un animale marino. Fa parte dell’identità dell’isola. I pescatori lo conoscono, i bambini lo cercano nei bassi fondali, i visitatori lo fotografano. È così profondamente radicato nella vita quotidiana di Krk da aver assunto una qualità quasi mitica.
Quando nel 2024 ci siamo avvicinati al progetto del parco giochi al Campeggio Glavotok, la domanda non è mai stata cosa costruire. Era come costruire qualcosa che appartenesse davvero a quest’isola, a questo campeggio e a questi bambini, in un modo che nessun prodotto generico da catalogo avrebbe mai potuto. La risposta era nel mare, a venti metri dal limite del sito.

4,5 metri di altezza. 8 metri di larghezza. Una creatura.
La forma centrale del polpo è stata concepita come un oggetto scultoreo il cui volume racchiude un sistema di gioco multilivello. La testa raggiunge i 4,5 metri di altezza e domina lo spazio, visibile dalla strada, da tutto il campeggio, dalle chiome delle querce circostanti. Otto tentacoli si estendono per una campata totale di 8 metri, ciascuno funge da scivolo, rampa o superficie di arrampicata a sé stante.
Il corpo non è compatto, è aperto. Il rivestimento in legno lamellare nel suo caratteristico rosso lascia filtrare la luce attraverso le fessure, creando un gioco di ombra e luce all’interno. Un bambino che entra nel ventre del polpo non entra in un tunnel buio, entra in uno spazio che respira.
La scelta del materiale è stata inequivocabile: il legno. Non solo per ragioni estetiche, ma per il contrasto che crea con i muri a secco e la ghiaia mediterranea che definiscono il terreno del campeggio. Il colore rosso del polpo non è una scelta decorativa. È un riferimento biologico: il colore di un polpo vivo sotto stress. Il rosso non è stato scelto perché colpisce. È stato scelto perché è accurato.


Ogni tentacolo racconta la sua storia.
Progettare otto tentacoli come otto esperienze di gioco distinte è stato uno dei requisiti progettuali centrali. Il polpo non deve essere simmetrico, né visivamente né funzionalmente. Ogni bambino deve poter trovare il proprio percorso.
Otto tentacoli. Otto storie. Una creatura.

Una struttura che coinvolge tutto il corpo, e tutto il bambino.
Il polpo non è stato progettato per un solo tipo di gioco. È stato concepito come un sistema di sfide che bambini di età, temperamento e abilità fisiche diverse possono affrontare in modi completamente diversi.

Esperienze progettate

Corpo e testa, spazio interno
L’interno del polpo è organizzato come uno spazio alto e aperto con un pavimento a rete che filtra la vista verso il terreno sottostante. L’ingresso a rete alla base invita all’arrampicata: un bambino non entra in una struttura, si arrampica dentro una creatura.

Scivolo a tubo in acciaio inox, diametro 60 cm
Lo scivolo a tubo a spirale esce dal corpo del polpo e termina tra le querce. Il punto di ingresso è alto, la discesa è lunga, e l’uscita è inaspettata: ogni volta il bambino sceglie se girare a sinistra o proseguire dritto.

Superfici di arrampicata e reti
Una rete da arrampicata è integrata nella base del corpo del polpo, posata direttamente sopra il muro a secco che definisce il livello del terreno. La combinazione di pietra e rete è deliberata: evoca le superfici rocciose su cui si muove un vero polpo.

Elementi di erba marina, il paesaggio sottomarino
Sparsi sulla ghiaia intorno al polpo, elementi cilindrici verdi imitano l’erba marina. Non sono decorazione. Sono indicatori spaziali che dicono ai bambini, senza una sola parola scritta: questo è il fondale marino. Qui vive il polpo.
Gioco che diventa ricordo
Sviluppo fisico
Arrampicarsi sulla rete, scendere dallo scivolo a tubo a spirale, mantenere l’equilibrio lungo i tentacoli e infilarsi attraverso aperture strette coinvolgono la motricità grossolana e fine, la coordinazione e l’equilibrio. Non ci sono superfici piane, ogni elemento richiede al corpo di adattarsi.
Sviluppo cognitivo e valutazione del rischio
Quale percorso? Quale tentacolo? Reggerà? Queste domande, che i bambini si pongono da soli senza alcun suggerimento, sono alla base dello sviluppo delle funzioni esecutive: pianificazione, valutazione e decisione. La struttura offre una sfida, ma non impone mai una soluzione.
Gioco sociale
Il polpo è troppo grande per un solo bambino. Invita un gruppo: qualcuno si arrampica, qualcuno aspetta, qualcuno grida istruzioni dall’alto, qualcuno si nasconde all’interno. Dinamiche sociali spontanee emergono senza una sola direttiva da parte di un adulto.
Connessione con l’identità locale
Un bambino che cresce vicino a Krk non dimenticherà di essersi arrampicato dentro un polpo. Quel legame tra gioco, luogo e cultura locale non è banale, è uno dei modi in cui l’infanzia plasma l’identità.

Una creatura dell’isola che potrebbe vivere solo qui.
Il Campeggio Glavotok si trova sull’isola di Krk, dove le querce incontrano la ghiaia mediterranea e i muri a secco definiscono il terreno, a venti metri dal bordo del mare Adriatico. Un polpo che emerge da un muro a secco, tra le querce, con vista sul mare, è esattamente dove deve essere. Non è generico. Non è intercambiabile. Non può essere riprodotto altrove. Appartiene a Krk.
Non abbiamo installato una struttura in un campeggio. Abbiamo incorporato una leggenda locale nella memoria di un bambino.
Questa non è una scultura con uno scivolo. Questo è un polpo.
Il progetto Octopus al Campeggio Glavotok dimostra cosa succede quando una struttura non viene ordinata da un catalogo, ma progettata a partire da un luogo. Quando il materiale non è scelto per il costo, ma per la storia. Quando il colore non è decorativo, ma biologicamente preciso. I bambini che si arrampicano nel suo ventre, scivolano dai suoi tentacoli e mantengono l’equilibrio lungo i suoi bordi non stanno giocando su un’attrezzatura. Stanno entrando in una storia che l’isola ha sempre raccontato di sé stessa.
Pronti a progettare insieme lo spazio?
Ogni progetto inizia con la comprensione dello spazio e delle persone che lo utilizzeranno. Che si tratti di pianificare un progetto o esplorare nuove idee, è qui che inizia la conversazione.




